Gli effetti dell’allenamento

sullo stato del piede e sulla postura degli atleti

Nello sport contemporaneo c’è una selezione molto precoce di bambini di talento.
Spesso accade che un esercizio inadeguato influisca sul corpo dei giovani atleti come uno stress notevole.
L’esposizione del corpo a movimenti ed esercizi inadeguati comporta per il piede dell’atleta con il tempo la comparsa di danni e conseguentemente allo sviluppo di una patologia posturale.

FATTORI CHE HANNO DELLE CONSEGUENZE SULLA POSTURA

  • Svolgimento dell’allenamento in codizioni inadeguate: (allenamento su terreno duro, ghiacciato, fangoso, sotto la neve o altro)
  • Carico dosato inadeguato che dura troppo a lungo
  • Indebolimento dei muscoli della parte inferiore della gamba e del piede formatasi durante lo sviluppo
  • Stanchezza muscolare ripetuta importante per la conservazione dell’arcata del piede, che si verifica in condizioni ambientali inadeguate e carico poco dosato (sovraccarico)
  • Il gioco e gli allenamenti si svolgono con scarpe che non corrispondono alla naturale struttura anatomica del piede

Molto spesso la combinazione di questi fattori più comuni è la causa dei probemi dei giovani atleti (il cui apparato osseo-legamentoso non è sufficientemente formato creando disturbi nella meccanica della volta longitudinale, portando ad un ulteriore disturbo della normale meccanica del piede.

La muscolatura è responsabile del mantenimento longitudinale e trasversale della pianta del piede, cioè i muscoli di tutti e tre i podeletti e i flessori del piede non possono conservare il tono muscolare necessario e la funzione fisiologica del piede. Questo processo porta a disturbi delle normali relazioni posturali tra elementi anatomici dei piedi.

L’IMPATTO SUI MUSCOLI
Durante l’attività dinamica del piede, il primo muscolo che trasmette e prende il peso della massa corporea è la tibia anteriore, quindi il tallone per il sollevamento del piede ed infine l’alluce che funge da flessore lungo, altri muscoli che svolgono un ruolo importante nella funzione dei piedi sono: i muscoli peronei, il muscolo tibiale anteriore ed il flessore delle dita.
Il centro di gravità del corpo durante la normale posizione eretta è in avanti rispetto al centro del piede.
In questo caso, si forma un grande momento biomeccanico della forza gravitazionale che tende a spostare l’equilibrio del corpo verso l’avanti.
Questa posizione previene la contrazione isometrica costante dei muscoli della parte posteriore e di quella inferiore della gamba, cercando di livellare l’arco del piede (responsabile della muscolatura del tricipite surale).
Come conseguenza di ciò, il peso dell’articolazione del piede, della caviglia, comporta un carico muscolare costante durante il giorno.
In una situazione del genere, l’influenza del suolo è la più difficile, la debolezza della muscolatura con un carico inadeguato è seguita dalla fatica della muscolatura sottocutanea.

RISULTATI

Tutto ciò che è riportato sopra è un introduzione ad una reazione a catena dei disturbi delle caratteristiche statiche e meccaniche della parte interessata durante il movimento, nonchè di altri disturbi posturali del corpo.
La debolezza muscolare degli arti inferiori permanentemente esposti a fatica a carchi elevati e di lunga durata influenza l’abbassamento dell’arco della pianta del piede.

Nella fase iniziale, quando il muscolo si riposa, l’arco del piede torna alla normalità.
Quando tale processo dura a lungo c’è un disturbo dell’equilibrio nel potere di sinergisti ed antagonisti, dove gli antagonisti predominano agendo sull’allenamento dell’arcata del piede.
Questa condizione è lo stadio iniziale di abbassamento dell’arco del piede che è ancora elastico, ma nel tempo, la parte dei legamenti dell’arco del piede diventa anelastica (rigida). Il piede non elastico non è in grado di ammortizzare le collisioni con la superficie del suolo e non si adatta adeguatamente.
Questo comporta un indebolimento dei muscoli e ciò aumenta l’abbassamento dell’arco del piede, le ossa passive del piede diventano più spesse e alla fine si sviluppa la deformità ossea.
L’aspetto di un piede rigido diminuisce anche nell’azione della pompa muscolare. Questo è di massima importanza per il normale flusso della circolazione corporea e dei piedi, e, nella regione sottocutanea porta a disturbi del metabolismo e del funzionamento dei tessuti molli. A causa del blocco e dell’ostruzione della circolazione e del metabolismo (e dei suoi prodotti), si verificano processi infiammatori, microtrauma, lacrimazione e spaccatura delle fibre muscolari, infiammazione e dolore possono manifestarsi sui tendini, legamenti (nella regione dei piedi, nella parte inferiore delle gambe e in quella più ampia).
Alla distribuzione della pressione delle singole parti del piede sul supporto, la maggior parte viene presa dall’osso del tallone, e una parte inferiore viene distribuita e assimilata sulla parte anteriore del piede, e principalmente delle ossa del primo e del quinto metatarso.
Pertanto, vi è un’accentuata mobilità tra la prima e la quinta zona matatarsale. La distribuzione della massa corporea sulla supeficie del piede in un adulto è de 56% distribuita sul tallone e sull’osso cuboide mentre il 46% è distribuito verso la parte metatarsale e le dita dei piedi.